Eppure le cifre del debito parlano chiaro: a conti fatti, l'Irlanda è quella messa peggio (si veda tabella in pagina) in fatto di debiti. Come si evince da uno studio di Standard & Poor's, aggiungendo al debito contratto dal governo, quello in carico alle imprese e alle famiglie, si può avere un quadro più chiaro della situazione finanziaria di un paese. Un dato più ponderato perché tiene conto anche del comportamento degli altri attori che fanno girare l'economia. Sulla base di questo mix il sistema paese Irlanda ha un debito pari al 286% del Prodotto interno lordo (ottenuto sommando il 66% del debito governativo, il 133% di quello delle aziende e l'87% sul groppone delle famiglie). In sostanza, è vero che l'Irlanda in questo momento rispetta a pieno i dettami del Trattato di Maastricht secondo cui il rapporto debito pubblico/Pil "deve tendere" intorno al 60%, ma è anche vero che le finanze pendenti di imprese e consumatori irlandesi sono superiori rispetto a qualsiasi altro paese europeo.
Il governo irlandese ha deciso di salvare dal fallimento il sistema bancario. Il conto per i contribuenti si aggira sui 50 miliardi, quasi un terzo del Pil. Ciò porterebbe il disavanzo di fine anno al 32% del Pil e il debito pubblico al 100%. Questi dati sono certamente allarmanti, ma non è detto che l'Irlanda sia costretta a richiedere aiuti esterni. L'impennata del disavanzo dipende da una partita di bilancio e rappresenta in gran parte una spesa una tantum, e il governo non avrà bisogno di tornare sui mercati fino alla primavera del 2011.
L’assegnazione di un rating agevola per gli emittenti il processo di fissazione del prezzo e di collocamento dei titoli emessi. Per questi motivi, i soggetti che desiderano collocare titoli sui mercati finanziari internazionali sono indotti a richiedere una valutazione del loro merito di credito alle agenzie di rating. In alcuni casi, anche in relazione all’importanza del soggetto emittente, le agenzie possono assegnare d’iniziativa un rating che, in questo caso, viene definito «implicito».
Le agenzie definiscono una graduatoria, diversa per le obbligazioni a breve e a lungo termine, in funzione del grado di solvibilità dell’emittente, questa graduatoria prevede, per il debito a lungo termine, un massimo di affidabilità AAA (assenza di rischio), sotto tale livello sono previsti vari tipi di classificazioni.
Le principali agenzie di rating, circa una decina, sono dislocate soprattutto negli Stati Uniti. Le più rappresentative sono Standard & Poor’s e Moody’s, le uniche, tra l’altro, che forniscano una gamma completa di valutazione, differenziata sia per tipologia dell’emittente che per strumento finanziario.
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